"Mi serviva vivo!" Sbraitò la donna verso il guerriero alle sue spalle. La sua lancia aveva trafitto in pieno petto l'uomo che avanzava, accompagnato da altri tre uomini. Non ebbe il tempo nemmeno di rendersi conto di cosa stava succedendo che due su tre erano già stati massacrati, il terzo roteava furiosamente la spada tenendo lontano Dan il Pesante e la sua ascia. Brevemente, fu affiancato da altri due uomini che tentarono di prenderlo ai fianchi con un attacco congiunto. L'altro, braccato da tutti i lati, si difendeva strenuamente, deviando l'attacco da sinistra e roteando alle spalle dell'avversario che si trovò a dover alzare lo scudo contro il compagno dal lato opposto, offrendo le spalle al guerriero che lo trafisse alla nuca.
"Fermi!" Urlò lei, infilandosi nella mischia per bloccare l'attacco "Prendetelo vivo!"
Dan fece l'errore di abbassare l'ascia per un attimo e avanzare, che il guerriero gli conficcò la spada nel petto, per riportarla davanti a se in posizione difensiva. Accerchiato da ogni lato, riuscirono a bloccarlo, disarmandolo, non senza che ferisse un'ultima volta un uomo alle gambe.
"Allora, quanto tempo ci metterai a parlare?" Disse una voce di donna.
L'alba si apprestava a levarsi tra gli alberi, ma non era una placida mattina nel bosco, bensì i suoni di un accampamento che si svegliava gli riempivano le orecchie. Qualcuno imprecava, un uomo sbraitava ordini ad un gruppetto attorno ad un fuoco, un soldato sistemava le rastrelliere d'armi mentre un altro sistemava le bardature ai cavalli.
Un calcio lo svegliò definitivamente, costringendolo a svegliarsi e mettere a fuoco ciò che lo circondava, incluso il persistente dolore alle membra dovuto alle percosse della sera precedente.
"Stavano per ucciderlo, faceva parte della guardia personale del capitano, è probabile che sappia qualcosa." Stava dicendo la donna.
"Portatelo nella mia tenda." Le rispose un uomo accanto.
Era seduto per terra, nel fango, con le braccia legate dietro la schiena ad un palo di legno. Due uomini lo alzarono di peso, trascinandolo rudemente dentro una tenda.
All'interno l'arredamento era scarno: un tavolo con molte cartine, qualche candela, un piatto con del pane sbocconcellato. Un paramento divideva l'ambiente in due, dietro cui doveva trovarsi una branda su cui riposare.
"Fermi!" Urlò lei, infilandosi nella mischia per bloccare l'attacco "Prendetelo vivo!"
Dan fece l'errore di abbassare l'ascia per un attimo e avanzare, che il guerriero gli conficcò la spada nel petto, per riportarla davanti a se in posizione difensiva. Accerchiato da ogni lato, riuscirono a bloccarlo, disarmandolo, non senza che ferisse un'ultima volta un uomo alle gambe.
"Allora, quanto tempo ci metterai a parlare?" Disse una voce di donna.
L'alba si apprestava a levarsi tra gli alberi, ma non era una placida mattina nel bosco, bensì i suoni di un accampamento che si svegliava gli riempivano le orecchie. Qualcuno imprecava, un uomo sbraitava ordini ad un gruppetto attorno ad un fuoco, un soldato sistemava le rastrelliere d'armi mentre un altro sistemava le bardature ai cavalli.
Un calcio lo svegliò definitivamente, costringendolo a svegliarsi e mettere a fuoco ciò che lo circondava, incluso il persistente dolore alle membra dovuto alle percosse della sera precedente.
"Stavano per ucciderlo, faceva parte della guardia personale del capitano, è probabile che sappia qualcosa." Stava dicendo la donna.
"Portatelo nella mia tenda." Le rispose un uomo accanto.
Era seduto per terra, nel fango, con le braccia legate dietro la schiena ad un palo di legno. Due uomini lo alzarono di peso, trascinandolo rudemente dentro una tenda.
All'interno l'arredamento era scarno: un tavolo con molte cartine, qualche candela, un piatto con del pane sbocconcellato. Un paramento divideva l'ambiente in due, dietro cui doveva trovarsi una branda su cui riposare.

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