Interrogatorio
"Perché avete attaccato? Chi siete?"
Il prigioniero era saldamente tenuto in ginocchio da due energumeni, mentre la donna gli stava accanto, sull'attenti, di fronte ad un uomo di mezza età, la barba scura, ben composta, attraversata sul mento da linee argentate. Portava un'armatura a scaglie con un mantello verde scuro, al centro del petto un'effigie molto rovinata rappresentante uno scudo e una lancia sovrapposti. Accanto, stavano srotolate su un tavolo alcune mappe, mentre appoggiate ad una sedia giacevano una spada rinfoderata ed un pugnale.
"Non ti riguarda. Sono io a fare le domande, qui." Rispose il comandante. "Dimmi soltanto perché un distaccamento armato dei Figli dei Lupi ha sconfinato per dirigersi rapidamente verso sud."
L'uomo inginocchiato alzò faticosamente il volto, rivelando uno zigomo tumefatto e le labbra spaccate.
"Perché dovrei dirtelo? Mi uccideresti in ogni caso." Disse, con un sibilo.
"Hai due scelte: morire lentamente, torturato dal nostro Eldred Uncino, e mantenuto in vita fino a quando non ti sarai deciso a dirmi ciò che voglio sapere, oppure parlare e, se mi sarai utile, sopravvivere un altro giorno." Il comandante, quindi, lo spinse rudemente con un calcio, mandandolo a sbattere sul pavimento. "Allora?"
L'altro mugugnò di dolore, sentendo i tanti ematomi bruciargli come fuoco ad ogni sussulto delle membra.
"Solo se avrò salva la vita!" disse quello, rimesso in ginocchio dai due uomini.
"Cane! Rispondi!" Urlò la donna, sferrandogli un pugno su una guancia con ancora indosso il guanto dell'armatura.
"Rania, lascialo a me." Disse il comandante, tirando su la testa del prigioniero dai capelli scuri. "Come ti chiami?"
"Skal." Mugugnò quello, sputando un grumo di sangue.
"Solo Skal? Mi hanno riferito che hai ammazzato due o tre dei miei, prima di farti prendere. Non sei un Nominato?" disse, esaminandogli il volto.
L'uomo tacque, fissando l'interlocutore con l'occhio gonfio.
"Rania, portalo da Uncino, che gli stacchi un dito. Il mignolo, per cominciare." disse, lasciandolo andare. "Se domani mi dirai quello che voglio, rifletterò sulla tua richiesta."
Voltatosi, tornò ad esaminare le mappe sul tavolo di fianco.
Il prigioniero era saldamente tenuto in ginocchio da due energumeni, mentre la donna gli stava accanto, sull'attenti, di fronte ad un uomo di mezza età, la barba scura, ben composta, attraversata sul mento da linee argentate. Portava un'armatura a scaglie con un mantello verde scuro, al centro del petto un'effigie molto rovinata rappresentante uno scudo e una lancia sovrapposti. Accanto, stavano srotolate su un tavolo alcune mappe, mentre appoggiate ad una sedia giacevano una spada rinfoderata ed un pugnale.
"Non ti riguarda. Sono io a fare le domande, qui." Rispose il comandante. "Dimmi soltanto perché un distaccamento armato dei Figli dei Lupi ha sconfinato per dirigersi rapidamente verso sud."
L'uomo inginocchiato alzò faticosamente il volto, rivelando uno zigomo tumefatto e le labbra spaccate.
"Perché dovrei dirtelo? Mi uccideresti in ogni caso." Disse, con un sibilo.
"Hai due scelte: morire lentamente, torturato dal nostro Eldred Uncino, e mantenuto in vita fino a quando non ti sarai deciso a dirmi ciò che voglio sapere, oppure parlare e, se mi sarai utile, sopravvivere un altro giorno." Il comandante, quindi, lo spinse rudemente con un calcio, mandandolo a sbattere sul pavimento. "Allora?"
L'altro mugugnò di dolore, sentendo i tanti ematomi bruciargli come fuoco ad ogni sussulto delle membra.
"Solo se avrò salva la vita!" disse quello, rimesso in ginocchio dai due uomini.
"Cane! Rispondi!" Urlò la donna, sferrandogli un pugno su una guancia con ancora indosso il guanto dell'armatura.
"Rania, lascialo a me." Disse il comandante, tirando su la testa del prigioniero dai capelli scuri. "Come ti chiami?"
"Skal." Mugugnò quello, sputando un grumo di sangue.
"Solo Skal? Mi hanno riferito che hai ammazzato due o tre dei miei, prima di farti prendere. Non sei un Nominato?" disse, esaminandogli il volto.
L'uomo tacque, fissando l'interlocutore con l'occhio gonfio.
"Rania, portalo da Uncino, che gli stacchi un dito. Il mignolo, per cominciare." disse, lasciandolo andare. "Se domani mi dirai quello che voglio, rifletterò sulla tua richiesta."
Voltatosi, tornò ad esaminare le mappe sul tavolo di fianco.

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