Dama Darisse

Al tramonto i soldati elfi, umani, nani, tutti insieme bivaccavano sull'ampio campo di battaglia, ai margini della foresta. Le voci in lingue diverse si mischiavano tra loro in allegri schiamazzi attorno al fuoco.
Le uniche ombre erano quelle degli uomini che cantavano e ballavano. Nelle tende i numerosi feriti gemevano di dolore, alcuni orribilmente sfigurati dagli artigli di orchi o troll, altri avevano perso un braccio o una gamba. Molti erano morti.
Aisthar si era allontanato dall'accampamento principale per avvicinarsi ad un fiumiciattolo che scorreva poco all'interno della foresta. Presso quell'acqua limpida, si tolse il magnifico elmo argenteo con la mezzaluna e si bagnò la faccia, rinfrescandola finalmente dal sudore e dal sangue che scivolavano insieme mischiati. Una profonda ferita gli marcava la spalla e parte del petto. Un enorme orco lo aveva caricato con un'ascia a due mani. Aisthar aveva parato il colpo solo all'ultimo secondo, non abbastanza. La potenza dell'impatto lo aveva sbalzato da cavallo facendogli seriamente rischiare la vita, ma quando il mostro gli si era avvicinato credendolo completamente stordito ed aveva alzato l'ascia sopra la testa per dargli il colpo di grazia, l'elfo l'aveva trafitto allo stomaco facendogli colar fuori le budella.
Dopo qualche tempo, tornato indietro all'accampamento, Aisthar si recò nella grande tenda centrale, dove avrebbe dovuto incontrare gli altri comandanti per stabilire la prossima mossa.
La tenda era ampia, scarna perché preparata in fretta, ma dotata di un ampio tavolo e alcune sedie. Due bracieri rischiaravano l'ambiente. Una mappa del continente ricopriva interamente il tavolo con varie pedine ad indicare gli schieramenti. Oggi, il loro esercito era vincente.
Quando l'elfo entrò nella sala vide gli altri comandanti, il nano e l'umano in compagna di altri due individui di spalle. Elfi.
"Buonasera." disse entrando. Poi, rendendosi conto chi aveva di fronte, si bloccò chinandosi in un profondo invito. I due elfi erano la Dama Darisse e quello che sembrava un suo assistente.
"Dama Darisse, quale onore averla al campo."
La Dama era un elfa di incomparabile bellezza. La sua età era assai avanzata ma, come ogni elfo, appariva ben più giovane dei suoi molti secoli. Aisthar non potè fare a meno di notare che i due portavano ancora un lungo mantello verde assai semplice, probabilmente per passare inosservati tra gli uomini.
"Sapevo che la mia presenza sarebbe stata d'aiuto. Sono qui per mostrarvi qualcosa."
Darisse, oltre ad essere molto saggia, era anche una gran sacerdotessa di Ainu e questo le conferiva grandi poteri.

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