L'attacco

Sorpreso, si sbilanciò all'indietro, finendo di schiena nella neve, indifeso ma abbastanza distante da poter vedere perfettamente la lama dell'assalitore distaccarsi dal tronco profondamente intaccato e sollevarsi sopra la testa di un orco alto almeno due metri.
Freeda, diversamente, sfruttò il momento di pausa dopo il colpo e si alzò tanto rapidamente quanto le sue  membra infreddolite le permettessero, scagliandosi in un assalto frontale contro la creatura, colta alla sprovvista dal secondo bersaglio.
L'orco mosse la spada quanto bastava per proteggersi dall'affondo della donna, troppo debole dalla fatica degli ultimi giorni per opporsi validamente, scacciandola con una brusca spinta, facendola capitombolare all'indietro.
Rothgar, dal canto suo, si stava ancora rimettendo in piedi, permettendo all'orco di squadrare quelli che ad una buona occhiata sembravano solo due cani bastonati. Ruotando la spada davanti a se e mostrandone il piatto emise un basso grugnito, poi la abbassò.
"Solo due miseri straccioni senza importanza."
L'uomo, che l'avrebbe attaccato caricando a testa bassa per salvarsi la vita, aveva i capelli scuri attaccati al volto per il sudore, la barba lunga ed incolta, occhi scavati e un colorito pallido. Portava un vecchio cappotto di pecora abbastanza consunto dalla cui parte bassa usciva il lembo di una maglia metallica. Ai piedi, degli stivaletti non adatti alla neve e vecchi schinieri suggerivano che provenisse da un campo di battaglia. Una mano fredda, senza guanti, con nocche viola per il gelo, stringeva un pugnale che aveva visto tempi migliori.
Freeda, ansante in ginocchio, si puntellava con la spada. Anch'ella non appariva in condizioni migliori; il cappuccio le nascondeva il volto ma il respiro affannato rivelava la sua condizione. Come il compagno, portava un cappotto un po' più lungo ma della stessa fattura. Ciocche di capelli, forse di un biondo sporco, scivolavano fuori scompigliate.
La creatura si voltò incurante e cominciò ad allontanarsi senza più offrir loro attenzione.
Freeda si era alzata, tentando qualche passo avanti mentre lo guardava andare via. Rothgar le si avvicinò.
"Non avevo mai visto un orco così a nord, lontano dalle montagne."
"Per me è la prima volta." Sussurrò, appoggiandosi al tronco. "Ci avrebbe potuto ammazzare facilmente." La spada era penetrata per metà, tanto da farle pensare cosa avrebbe fatto ad un essere umano senza una spessa armatura di metallo a fermarla, ed anche avendola il pensiero non era confortante. "Perché non l'ha fatto? Mi hanno sempre detto che gli orchi sono estremamente aggressivi con gli uomini, questo sembrava ragionare ed ha chiaramente parlato." Si voltò verso Rothgar con sguardo interrogativo.
"Non lo so, dobbiamo muoverci rapidamente adesso, potrebbe cambiare idea e tornare per il cavallo."
Disse, battendo le mani per ritrovare un po' di sensibilità. Alle sue spalle, la donna si issò pesantemente in sella. L'alba era passata da circa un'ora e si stava alzando il vento.


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