Post atomic child
Dalan era nato in un Dome, un vecchio stadio riadattato nel tempo alla vita di quella comunità che una volta aveva popolato la città ma che, una volta spopolata, aveva trovato rifugio e conforto in una struttura ben difendibile dal mondo esterno.
Sua madre era morta di parto dandolo alla luce a causa di una mutazione dovuta alle radiazioni che l'aveva assai indebolita nel giro di pochi anni. Il padre, anch'egli malato, era venuto a mancare poco tempo dopo. Il ragazzo crebbe, rimanendo per dieci anni nel Dome, allevato in maniera assai randagia da ogni persona di buon cuore che gli donava un gesto gentile. Nessuno aveva tempo per altri che non fossero la propria famiglia, il cibo scarseggiava, i raccolti erano poveri e la caccia andava male.
Quando non aveva ancora compiuto undici anni, Dalan fu notato da un vecchio commerciante. Un uomo sulla sessantina, con braccia ampie e baffi altrettanto grandi. Uno dei suoi era morto, ucciso nel deserto da una lucertola velenosa e stava cercando qualcuno per sostituirlo, così decise di prendere con se il ragazzo, vedendo in lui la possibilità di un investimento a lungo termine e ricordando il figlio che decadi fa era morto di malattia.
Si chiamava Roden e fu per i seguenti quindici anni di Dalan la figura paterna che non aveva mai avuto. Insieme attraversavano un tragitto ben collaudato, relativamente sicuro, seguendo strade battute e non, nel deserto e con brevi soste nella giungla tossica, dove erano obbligati a portare la maschera antigas. Roden insegnò a Dalan tutto ciò che sapeva, a sopravvivere in ambienti ostili, a commerciare con le comunità. Spesso dovevano cambiare mezzo di trasporto. Che fosse una vecchia auto, un cavallo, un asino o uno struzzo mutato.
All'età di ventisei anni Roden morì dopo essere stato ferito in seguito ad uno scontro con un enorme centopiedi delle sabbie: enormi come palazzi, nessuno ne aveva mai ucciso uno, sebbene si dicesse che vi fosse un popolo di umani abitanti del sottosuolo desertico che li avevano domati e, addirittura, cavalcati. Il centopiedi li aveva sorpresi nella notte e, fuggendo a cavallo verso un'altura roccioso, il cavallo di Roden si era azzoppato e la caduta era stata fatale per entrambi.
Dalan aveva quindi preso il comando, continuando il lavoro del suo "patrigno" insieme ad altri tre compagni per i seguenti tre anni.
Fino a quando anche questi erano morti.
Sua madre era morta di parto dandolo alla luce a causa di una mutazione dovuta alle radiazioni che l'aveva assai indebolita nel giro di pochi anni. Il padre, anch'egli malato, era venuto a mancare poco tempo dopo. Il ragazzo crebbe, rimanendo per dieci anni nel Dome, allevato in maniera assai randagia da ogni persona di buon cuore che gli donava un gesto gentile. Nessuno aveva tempo per altri che non fossero la propria famiglia, il cibo scarseggiava, i raccolti erano poveri e la caccia andava male.
Quando non aveva ancora compiuto undici anni, Dalan fu notato da un vecchio commerciante. Un uomo sulla sessantina, con braccia ampie e baffi altrettanto grandi. Uno dei suoi era morto, ucciso nel deserto da una lucertola velenosa e stava cercando qualcuno per sostituirlo, così decise di prendere con se il ragazzo, vedendo in lui la possibilità di un investimento a lungo termine e ricordando il figlio che decadi fa era morto di malattia.
Si chiamava Roden e fu per i seguenti quindici anni di Dalan la figura paterna che non aveva mai avuto. Insieme attraversavano un tragitto ben collaudato, relativamente sicuro, seguendo strade battute e non, nel deserto e con brevi soste nella giungla tossica, dove erano obbligati a portare la maschera antigas. Roden insegnò a Dalan tutto ciò che sapeva, a sopravvivere in ambienti ostili, a commerciare con le comunità. Spesso dovevano cambiare mezzo di trasporto. Che fosse una vecchia auto, un cavallo, un asino o uno struzzo mutato.
All'età di ventisei anni Roden morì dopo essere stato ferito in seguito ad uno scontro con un enorme centopiedi delle sabbie: enormi come palazzi, nessuno ne aveva mai ucciso uno, sebbene si dicesse che vi fosse un popolo di umani abitanti del sottosuolo desertico che li avevano domati e, addirittura, cavalcati. Il centopiedi li aveva sorpresi nella notte e, fuggendo a cavallo verso un'altura roccioso, il cavallo di Roden si era azzoppato e la caduta era stata fatale per entrambi.
Dalan aveva quindi preso il comando, continuando il lavoro del suo "patrigno" insieme ad altri tre compagni per i seguenti tre anni.
Fino a quando anche questi erano morti.

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