Plaza
La piazza centrale non vedeva mai mercanti, bancarelle o saltimbanchi. C'erano solo guerrieri, avventurieri, gruppi a piedi o a cavallo, signori e messaggeri mandati ingaggiare uomini pronti per qualche impresa.
In quattro avevano seguito un uomo alto, con un turbante bianco ornato di un'alta piuma rossa. Costui aveva la pelle molto scura e la barba corta ben curata, vestiva abiti di pregio ma senza portare alcun gioiello o ornamento, tranne che per un pugnale al fianco.
L'uomo li portò in un'ampia casa preceduta da un rigoglioso giardino circondato da mura. Attraversato un ampio corridoio, il gruppo giunse infine in una sala coperta di marmi, sorretta da grandi colonne scanalate che la dividevano in tre navate. Al centro vi era un ampio tavolo, anch'esso di marmo, al cui capo sedeva un uomo alto, robusto seppur sovrappeso, anch'esso portava un turbante color violaceo impreziosito da una grossa gemma verde. Non fu difficile per questi notare alcuni sguardi indugiare sulla pietra, così poggiò le mani sul piano del tavolo, rivelando un anello ad ogni dito ed ogni anello scintillava alla luce che penetrava da alcune finestre.
Quello che era stato l'ambasciatore fermò il gruppo.
"Signore." iniziò."Drogo, da Khalis, Fergus da Borin, Mikael da Tollin e Babil da Monte Ululo si sono offerti."
"Molto bene." Rispose l'uomo al tavolo. "Come saprete già sono uno straniero, come voi. Dimoro in questa casa temporaneamente, affidatami da un caro amico. Mi trovo qui perché voglio trovare il disco del saggio Maat che si dice sia stato perduto tra le rovine di una città oggi senza nome, divorata dal tempo, a sud dei monti di Balon, presso il Deserto Rosso."
Fece una pausa, guardando uno per uno gli uomini.
"Il Disco non è un gioiello, non è d'oro e non ha alcuna gemma su di esso. Vi sono soltanto importanti iscrizioni. Avrete un mese di tempo, oltre il quale riterrò fallita la missione. Verrete pagati 200 pezzi d'oro. Accettate le condizioni?"
Gli uomini annuirono brevemente.
"Roland verrà con voi per assicurarsi che tutto vada bene."
Da dietro una delle colonne si fece avanti un uomo dagli abiti scuri. Portava un turbante come gli altri due, ma di una tonalità rossa molto scura. Il viso era affilato, aveva una barba nera e appuntita ed al fianco pendeva una scimitarra. Sotto la veste si intravedeva un pettorale di cuoio borchiato.
"Signori." disse quello. "Chiunque di voi vorrà ancora partecipare, ci vedremo domani mattina alle prime luci dell'alba ai cancelli. Stasera bevete e state allegri, sarà un lungo viaggio quello che ci attende."

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