Il divino atomico.

Con il progredire dell'inverno atomico fu nelle città dove due decenni prima la civiltà aveva raggiunto il suo splendore che cominciò a farsi strada il concetto di divino atomico.
La conoscenza era venuta meno e si era mischiata col divino. Jonathan Fillmore era stato un ingegnere nucleare, un uomo di scienza che aveva vissuto la rovina del mondo, sopravvivendo alle esplosioni che avevano lacerato il globo, subendone le conseguenze.
Con l'avanzare della vecchiaia, la precoce demenza dovuta alle radiazioni gli aveva annebbiato il cervello. Il punto critico era stata la morte della moglie in seguito alla nascita della piccola Lisa, una bambina nata con un terzo occhio al centro della fronte che l'aveva condotto a partorire l'idea o rivelazione del Divino Atomico.
"Egli creò tutte le cose, conferendo vita eterna grazie alle molteplici combinazioni e trasformazioni."
Jonathan sentiva di esserne il profeta prescelto, colui che vedeva oltre la distruzione, percependone la creazione. Sua figlia, Lisa, la chiamava principessa e sacerdotessa, il frutto manifesto della rivelazione.
In mezzo alla disperazione e alla rovina, negli anni Jonathan aveva ricevuto maledizioni di blasfemia, ma anche consensi da coloro che avevano dimenticato le antiche religioni e cercavano solo un nuovo appiglio a cui appoggiarsi per dare una spiegazione dello stato delle cose.
"Questo eterno inverno atomico è il nuovo inizio della ricombinazione. Il mondo si trasforma per progredire in una nuova forma."

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